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SALVATORE -


R: MASSIMO GELMINI E LA GESTIONE DEL RISCHIO. (Sezione GENERALE)

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PAS MARZY    
20 gennaio 2017 - 10:25
Msg #10117

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PAS MARZY

 Andrea, la tua frase del leader che non deve dimostrare niente a nessuno, la trovo assai brutta e fuorviante. E non credo che era questa la libertà che Massimo intendeva. La "libertà" del leader di dire a uno cosa deve fare o cosa non deve fare, non ha nulla a che vedere con il "non dover dimostrare niente a nessuno".

Questa secondo me è una visione distorta e autoritaria del leader. Non è questa la "libertà" del leader. Il leader che non deve dimostrare niente a nessuno, fa terra bruciata attorno a sè. Non aiuta il gruppo a crescere. Lo blocca. Lo tiene fermo. Lo inaridisce.

Un leader che non deve dimostrare niente a nessuno è un leader che non sa ascoltare, è un leader senza la capacità di entusiasmare. E senza entusiasmo, diventa difficile andare avanti.

Un leader, parlando del mondo della canoa, per trasmettere sicurezza all'intero gruppo, deve avere una grande moralità, deve essere trasparente con chi lo circonda e lo segue. Deve avere la capacità di condividere le sue decisioni.

Solo così il gruppo cresce.

Un leader che invece non deve dimostrare niente a nessuno è un leader incatenato, è un leader che non ha libertà. Inaridisce il gruppo, e insieme al gruppo, inaridisce anche lui.

D'altra parte, Salvato individua due atteggiamenti nel modo di intendere l'attività canoistica.

C'è l'atteggiamento gerarchico (rappresentato da una retta) e quello relazionale (rappresentato da un cerchio).

"L'atteggiamento gerarchico prevede che l'attività si sviluppi lungo una retta che non consente contatto con i punti al di fuori. La retta rappresenta le proprie convinzioni e il proprio pensiero e non c'è scambio o confronto con l'esterno.

L'atteggiamento relazionale si identifica invece nel cerchio all'interno del quale sono compresi cerchi più piccoli. Nel cerchio gli opposti non esistono perché sono complementari, quindi si hanno contatti con tutti gli elementi che lo compongono,

Quest'ultimo atteggiamento è probabilmente il più evoluto" 

Pas Marzy

R: MASSIMO GELMINI E LA GESTIONE DEL RISCHIO. (Sezione GENERALE)

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PAS MARZY    
20 gennaio 2017 - 13:26
Msg #10120

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PAS MARZY

 Non cintesto il fatto che in fiume la persona più esperta (il leader) o le persone più esperte debbano saper prendere una decisione nell'ottica di azzerare i pericoli o di minimizzare il danno. E anche nel minor tempo possibile. E aggiungo che devono essere in grado di confrontarsi tra loro e di condividere le decisioni. Questo lo davo per scontato.

 

So anche perfettamente quanto sia difficile liberarci dagli schemi mentali che ci siamo costruiti per una intera vita. E questi schemi fanno sì che spesso la mappa che ci siamo costruiti non è il territorio che abbiamo davanti. E nell'accesione di Massimo, essere liberi è proprio essere capaci di liberarci delle nostre mappe mentali e imparare a guardare il territprio in tutta la sua complessità. 

E un leader capace di questo, è davvero un grande leader. In tutti i campi.

 

Contesto la frase del "leader che non deve dimostrare niente a nessuno". Credo possa essere pericoloso un simile atteggiamento. In tutti i campi. E potrebbe dar luogo a tante interpretazioni che possono sfociare nell'autoritarismo più idiota  e folle, provocando danni enormi, come la Storia più volte ci ha dimostrato.

 

Io di un leader (o di una persona in generale) che non deve dimostrare niente a nessuno, tendo a non fidarmi. E cerco di isolarlo. 

 

Questo è il mio pensiero

 

Pas Marzy

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